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Verso sulla tela la mia anima e quello che ne esce è una visione interiore,
un vero e proprio flusso di
coscienza liquido.

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Perchè scegliere le mie opere

Mi chiedo spesso cosa voglia dire essere unici in un mondo dove abbiamo accesso a milioni di possibilità, milioni di input, centinaia di realtà possibili. 

Un’opera contemporanea astratta non ha dentro di sé delle risposte immediate alla domanda “Cosa rappresenta?” o “Cosa può significare per me?”.

Ma sta qui la sua vera forza!

 

Io verso letteralmente sulla tela la mia anima e quello che ne esce è una visione interiore, un vero e proprio flusso di coscienza liquido.

Soffio con la mia bocca sui colori, soffio fuori le mie ansie, le mie debolezze, le mie paure, il mio amore per la vita, per gli affetti. Soffio la morte, soffio la vita.

Solo slegando totalmente l’arte dalla realtà posso sentirmi rappresentata; solo così, chi fruisce la mia arte, può rispecchiarsi. Non in un’immagine prestabilita, un’immagine reale, che obbliga una lettura forzata e univoca. Ma si rispecchia nella mia anima e in quell’anima ritrova la sua.

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L’arte è completamente sganciata dalla realtà, rappresenta solo se stessa e, così facendo, rappresenta l’artista, rappresenta me. Rappresenta in modo atavico e diretto chi la guarda e chi in quell’opera trova una estensione della propria anima, delle proprie emozioni.

E quell’opera diventa sua. Ecco dove sta l'unicità del mio lavoro.

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Perché il cerchio?

Molti mi chiedono come mai dipingo spesso su forme circolari.


In parte è una scelta cosciente e in parte un impulso totalmente istintivo, una necessità.


Cosciente in quanto prediligere il cerchio è una precisa forma estetica ed espressiva. 
Il cerchio è in sè perfetto, non ha un inizio, non ha una fine e tutto ciò che rientra nel suo perimetro, assorbe e riflette la sua perfezione.
Mi permette di ordinare al suo interno e con armonia, la forza caotica delle mie emozioni, spesso in opposizione tra loro. 


Istintiva e inconscia per tutto quello che il cerchio, come simbolo, rappresenta.

"Nel cerchio creo i miei mondi ed è lì che focalizzo le mie energie, le mie emozioni."

Luoghi protetti

Un po’ come l’utero materno, spazio in cui si fa già parte del Mondo, ma ancora in una dimensione personale, quasi onirica, ovattata, tra il reale e l’eterno, in continua evoluzione.

"Mentre preparo le superfici, mentre le le dipingo, la parte razionale di me si abbandona quasi totalmente ad ascoltare il Sé più profondo."

L'equilibrio nel Cerchio

Entrando in comunicazione con il mio Sè, riesco a trasformare il disordine in ordine, a raggiungere una sorta di equilibrio degli opposti. Opposti che per me sono anche reale e metafisico, due mondi separati ma uniti più di quanto possiamo immaginare.
È nel cerchio che mi rifugio quando il fiato è corto, quando il cuore batte talmente forte che rischia di aprirmi il petto, quando l’aria è rarefatta e nei polmoni sembra non entrare abbastanza ossigeno. Una dimensione dove il tempo sembra rallentare, dove il rumore si ferma, dove il corpo e l’anima sono leggeri. Anche la mente diventa leggera.
 
Ma non è solo un luogo in cui mi rifugio, è anche lo spazio dove riverso la mia anima, dove faccio vivere e vibrare le mie emozioni, le mie visioni, i miei sogni.
Li faccio diventare veri, tangibili.

"Guardandoli sulla tela li vedo e li ri-conosco come reali.

Posso osservarli senza giudicarli né giudicarmi, accettandoli per come sono,

per come arrivano, per come mutano nel tempo."

Per osmosi, anche chi guarda le mie opere, può entrare a far parte del mio Mondo. Anche chi non ha la sensibilità o la possibilità di creare, dando così voce in modo diretto al proprio Sè, può aggrapparsi alle mie visioni ed emozioni e farle sue. Può trovare una nuova strada nella mia strada e forse, da lì, costruirsene una propria.
In questo viaggio sentirà la sua mente più leggera e sarà facile entrare in uno stato naturale di meditazione, ordinare pensieri e sentimenti, dare forza alla creatività e alla capacità di risolvere problemi, di immaginare e portare alla luce idee, progetti inediti.
 


Questo perché “nel cerchio l’uomo ritrova quelle forze che ha smarrito o che non ricorda di possedere. La forma circolare è il simbolo dal quale tutto è nato. Tramite il cerchio l’uomo può ricercare se stesso, protetto nello stesso tempo da ogni attacco esterno. Al riparo, nella tranquillità, riesce a scorgere il punto centrale, la fonte dalla quale scaturiscono tutte le energie”.

C. G. Jung
 


Un cerchio protettivo che evita la “dispersione” e tiene lontane le preoccupazioni provocate dall’esterno.
Che permette il cambiamento. 

Quel cambiamento radicale che porta alla trasformazione. Che porta ad una nascita, ad una rinascita

Ad una vera e propria catarsi.

LA MIA STORIA

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L'arte è una dimensione che mi accompagna da sempre, da quando ero bambina e dipingevo al corso di ceramica. Poi sono diventata grande, ho preso una strada professionale molto diversa, mi sono laureata e la carriera ha assorbito tutte le mie energie.

Per diversi anni ho lasciato che le mie emozioni e la mia creatività passassero in secondo piano, per dar spazio agli impegni di vita e di lavoro.

Succede però qualcosa di inaspettato, proprio nel bel mezzo del periodo più felice della mia vita.

Dò alla luce due gemelli che nascono molto prematuri, pesano meno di 1 Kg ciascuno. Rimangono in terapia intensiva per molto tempo. Lorenzo, dopo quasi 7 mesi, si spegne, lasciando un vuoto incolmabile nel cuore di tutti.

 

Quando la vita ti mette a dura prova e porta via una parte di te, puoi piangere, disperarti, oppure puoi tirare fuori il meglio che hai dentro e dare un senso a tanta sofferenza, un senso alla perdita e alla mancanza.

E se il dolore ha un senso, allora puoi decidere di tornare a vivere. Io sono tornata ad essere viva.

 

Sono tornata a dipingere, a riempire la mia vita di colore.

Quando viviamo nel torpore dei sensi, ci perdiamo tanto, ci perdiamo tutto. Siamo sopraffatti dal lavoro, dagli impegni, dalle preoccupazioni e ci troviamo a vivere in sordina.

Un’arte ispirata alla natura e alle emozioni, dove il colore è protagonista. Le tinte si mescolano insieme e scivolano sulla tela per creare luce ed effetti sorprendenti.

 

Le mie opere non sono da capire, sono da sentire sulla pelle.

Come senti la sabbia che scotta e corri, corri fino a buttarti nell'acqua fresca del mare.

Come quando guardi per un attimo il cielo, nel silenzio della notte, e ti perdi nello splendore della luna e delle stelle e senti quel brivido che ti scende giù per la schiena; ti senti vivo e ti senti, per un attimo, come se potessi toccare l'infinito

Sono un'artista? Essere artista non è una semplice etichetta, è un modo di essere, un modo in cui si vede, percepisce e vive il mondo. Essere artista è interpretare le proprie emozioni e quelle degli altri e metterle sulla tela; è suscitare emozioni attraverso il colore. Se riesco in questo allora sì, per quella persona e in quel preciso momento, sono un'artista. 

Mi piace mescolare il colore, manipolarlo, vederlo brillare sulla tela.

Dipingere è l’unico modo che conosco per scrivere il mio racconto.

Un modo per stare ancorata alla realtà ma con un occhio che guarda sempre verso l’infinito.

I fruitori ideali delle mie opere sono i sognatori, chi ama perdersi nei particolari e nelle sovrapposizioni di colore e luce tanto quanto me.

Mi piace pensare che chi si avvicina alla mia arte sia una persona curiosa, profonda, amante della vita e della natura, disposta a leggere un dipinto non solo con gli occhi, ma anche attraverso una disponibilità empatica ed emotiva.

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