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Un'iniziativa per abbattere i muri psico-sociali nei confronti di persone che soffrono di disturbi mentali, attraverso l'arte

Anche quest'anno Lundbeck Italia si fa portavoce per sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema della salute mentale,

con l’obiettivo di abbattere i muri psico-sociali e relazionali ancora esistenti nei confronti delle persone che vivono con disturbi mentali.

Lo fa attraverso l'arte e attraverso la donazione di opere direttamente da artisti italiani.

Le più votate verranno premiate e messe in vendita. Il ricavato sarà offerto in beneficienza.

Non potevo non partecipare. Per me l'arte è stata ed è terapia.

Riverso sulla tela la mia anima, in un flusso di coscienza liquido e colorato.

Nel cerchio che creo i miei mondi, mondi dove focalizzo le mie energie, le mie emozioni.

 

Una dimensione dove il tempo sembra rallentare, dove il rumore si ferma, dove il corpo e l’anima sono leggeri. La mente diventa anch’essa leggera.

Ma non è solo un luogo in cui mi rifugio, è anche lo spazio dove faccio vivere e vibrare le mie emozioni, le mie visioni, i miei sogni.

Al 25% della popolazione mondiale viene diagnosticata una patologia psichiatrica: depressione, disturbo bipolare, schizofrenia e disturbi d’ansia, sono i più comuni.

A seguito di una grave perdita e di un evento traumatico, anche la mia mente ha affrontato momenti di fatica.

Per realizzare quest'opera per People in Mind, che ho chiamato "Nel Nostro Mondo", ho pensato molto alle sensazioni di solitudine, isolamento, paura, smarrimento, totale perdita della propria volontà, del controllo sul proprio corpo, della propria mente.

E ho pensato a queste sensazioni amplificate all'ennesima potenza, soprattutto se unite ad un'esperienza quotidiana di stigmatizzazione.

Nell’antica Grecia lo “stigma” era il marchio, il segno impresso con ferro rovente su animali o schiavi.

Un segno indelebile, che parlava di te prima ancora che le parole potessero farlo.

Prima che qualsiasi azione potesse farlo.

 

Ho pensato a diversi colori: dapprima al bianco, poi al nero, al rosso.

Ma è sul blu che la mia mano si è fermata.

Blu, il colore dell'inconscio.

Un inconscio che spesso grida, nel silenzio più totale.

Che spesso è caotico nella sua assoluta quiete.

Un inconscio che schiaccia con la sua pachidermica pesantezza,

ma che allo stesso tempo può volare e librarsi, leggero come una piuma.

Ci sono ferite che non si vedono e sono quelle più profonde. Quelle che squarciano le nostre difese,

il nostro controllo, la nostra autostima.

Quelle che spesso non vengono curate, proprio per paura di essere tacciati come "matti", “pazzi”.

E questo, nel 2022, è inaccettabile.

Bisogna insegnare, educare, far capire che noi tutti abbiamo una costituzione multidimensionale.

Non solo fisica, ma anche emozionale, mentale, animica. Siamo un’unità integrata, interconnessa e complessa.

Ogni cicatrice, soprattutto se traumatica, spezza la rete di comunicazione che unisce ogni cellula e ogni organo del corpo.

Dobbiamo curare non solo le cicatrici del corpo, ma prenderci cura anche di quelle che non si vedono: le cicatrici dell’anima, della mente e del cuore.

L'opera si chiama "Nel Nostro Mondo" ed è un acrilico su legno, diametro 30 cm e bordo 3,5 cm.

La finitura dell'opera è realizzata in perfetta, lucida resina trasparente.

Uno specchio che racchiude dentro di sé tutte le emozioni di “Nel Nostro Mondo”. Cristallizza il qui e ora in un attimo senza fine.

Da una parte crea protezione, dall’altra una netta separazione dalla realtà: i due mondi non si toccano, non si intersecano, non si capiscono, non si parlano.

Sta a noi, a tutti noi, permettergli di comunicare. La comprensione, l'inclusione, la vicinanza, l'amore possono fare la differenza.

Noi possiamo sempre fare la differenza.

Vuoi votare la mia opera per farla andare in finale? Clicca qui!

Le opere più votate verranno premiate!

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